Lo Statutodi Calomni del 1586 è stato trovato in un archivio privato, per caso, dal Sig. Guglielmo Lera. Si presentava come manoscritto e sulla prima pagina era scritto "Libro dei Capitoli, et ordini della Comunità di Calomini nuovamente ricopiato dal primo lacero, con l'aggiunta di cinque Capitoli per miglior governo di essa Comunità".
L'atto risulta stipulato in Calomini presso la Chiesa, il 28 Dicembre 1586, da quindici persone, uomini superiori ai diciotto anni a cui era affidata ogni decisione nell'ambito della Comunità.
I capitoli, fatte poche esclusioni, si possono dividere in due grossi gruppi:
a) gruppo dei capitoli diretti a precisare quelle che, per la comunità, erano considerati danni vitali e di conseguenza le pene riservate ai colpevoli.
b) gruppo dei capitoli in cui sono elencati i diritti civili e religiosi dei cittadini con l'ammontare delle pene in caso di inadempienza. Calomini e le altre località addossate al massiccio della Pania fondavano la propria esistenza su di un economia, agricolo-pastorale e sullo sfruttamento delle riserve di legname dei boschi.
Ogni paese aveva poi beni demaniali, che costituivano la maggior fonte di proventi delle piccole comunità. Naturalmente per il bene di tutti erano previsti doveri civili e religiosi che si richiamavano al buon senso e invocavano il rispetto di Dio della legge, del prossimo e di comuni interessi.
lunedì 4 febbraio 2008
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